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L’arrivo del 5G spinge i video (e la pubblicità) su mobile

di Pier Luca Santoro

Sono stati rilasciati i risultati dell’undicesima edizione del report PwC “Entertainment & Media Outlook in Italy 2019-2023”. Da questi abbiamo estrapolato lo storico dei dati consolidati dal 2014 al 2018, e quelli previsionali per i prossimi cinque anni, relativamente a Internet e ai diversi segmenti che lo costituiscono.

La TV ha rappresentato la quota maggiore del mercato pubblicitario italiano E&M nel 2018, con ricavi pari a € 3,2 miliardi. Ma nonostante la prevalenza della pubblicità televisiva, a partire dal 2019 Internet sarà il principale driver per la pubblicità in Italia, incrementando anno dopo anno la sua posizione di rilievo fino al 2023.

Il mobile guiderà il mercato e registrerà un ulteriore impulso dato dal lancio del 5G nel Paese. I social media offrono inoltre ampio spazio agli inserzionisti per raggiungere i consumatori, anche in funzione del tempo trascorso sulle piattaforme digitali, in continua crescita.

Le reti 5G e i bundle TV consentiranno ai dispositivi mobili di diventare un dispositivo centrale, anziché supplementare, nell’ecosistema di visualizzazione del consumatore. La crescita della visualizzazione di video da mobile determinerà anche una crescita globale delle entrate della pubblicità di video mobile, poiché piattaforme ed editori saranno in grado di offrire più annunci a più persone in più occasioni durante il giorno.

Il consumatore richiede sempre più interazioni personali e personalizzate con i contenuti. Un esempio famoso è stato il successo dell’episodio di Black Mirror in cui è stata richiesta l’interazione dello spettatore nelle scelte del protagonista. Il numero, sempre crescente, di dispositivi connessi disponibili consente ai singoli consumatori di organizzare e scoprire i contenuti multimediali quando e dove vogliono. Il risultato è la personalizzazione dell’esperienza creando importanti implicazioni per i leader del mercato.

I progressi nella tecnologia e nelle offerte di servizi permettono alle persone di passare dal consumo passivo al consumo attivo, non solo dei contenuti individuali isolati, ma dei media nel loro insieme. Come è ormai chiaro, l’esperienza dell’utente è tutto e offrire l’experience che sia in grado di rispondere ai bisogni individuali del consumatore è l’elemento chiave in un mercato in costante cambiamento a causa di nuove tecnologie, normative e l’emergere di nuovi concorrenti.

Entrando nello specifico dell’evoluzione dei singoli segmenti che compongono il totale degli investimenti online, evidenziati nell’infografica sopra riportata, si vede chiaramente come i fenomeni generali, sin qui descritti sinteticamente, naturalmente impattino sul livello di investimenti.

I banner tradizionali sono già stati sorpassati, nel 2017, dai video per livello di investimento e il loro trend è calante. Il tasso annuo di crescita composto, più comunemente noto come CAGR dall’acronimo anglosassone “Compounded Average Growth Rate”, per il periodo 2019 – 2023, secondo le previsioni di PWC, è l’unico a registrare un andamento negativo.

Stando alle previsioni degli analisti della società di consulenza, saranno proprio i video a raccogliere la maggior quota di investimenti online, diventando già da quest’anno la prima voce di spesa online per le imprese.

Sono invece i social ads quelli con il maggior tasso di crescita, con un CAGR del 15,4% nei prossimi cinque anni. In crescita anche la search a pagamento, con un CAGR del 7,4%, che resta il secondo mezzo per livello di investimenti.

Come abbiamo già visto crescita fortemente trainata dal mobile che entro la fine del 2019 sorpasseranno il desktop, e si prevede che peserà oltre il 50% (52,9%9 in più) a fine 2023. L’infografica sottostante fornisce il dettaglio di ciascun mezzo online, e il trend decennale, consolidato, e previsto.

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