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Agcom, Osservatorio Trimestrale sulle Comunicazioni: analisi dell’audience social italiana

di Pier Luca Santoro

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha pubblicato in questi giorni l’edizione aggiornata dell’Osservatorio Trimestrale sulle Comunicazioni (seconda uscita dell’anno).

Nella sezione dedicata ai media si trovano i dati relativi all’audience italiana delle principali piattaforme social, aggiornati a marzo. Dati di difficile reperibilità poiché Audiweb solitamente non li rende disponibili.

A Marzo 2019, oltre 42 milioni di italiani hanno navigato in internet, mediamente nel mese, per 87 ore a persona. Nel mese le persone hanno speso mediamente 9 ore e 43 minuti su Facebook, pari a una media di oltre 19 minuti giornalieri.

È proprio Facebook la piattaforma social con la maggior audience. Nell’anno successivo allo “scandalo” di Cambridge Analitica, il social più popoloso del pianeta passa dai 27.1 milioni del marzo 2018 ai 36 milioni del marzo 2019 (pari all’85% dei navigatori), con una crescita degli utenti unici mensili di circa un terzo (+32.8%).

Segue, a distanza sempre più contenuta e performance in crescita straordinaria, con un aumento di 10.2 milioni di visitatori rispetto al marzo 2018, Instagram (sempre di Facebook), che pare sarà presto oggetto di un rebranding teso a rimarcare proprio l’appartenenza al gruppo, visitato nel mese di marzo 2019 dal 60% degli internauti.

Si conferma il trend positivo anche per LinkedIn, che vede crescere gli utenti unici mensili di 6.7 milioni di utenti rispetto al mese corrispondente del 2018 posizionandosi saldamente in terza posizione per l’audience.

Twitter, che pure cresce, si vede scavalcato da Pinterest che arriva a 11.4 milioni di utenti unici nel periodo preso in esame. In crescita anche Snapchat dopo un periodo di stasi, se non addirittura di flessione. Tendenza questa che si evidenzia anche a livello internazionale. Resta il fatto che comunque la dimensione dell’audience in Italia è comunque molto contenuta e, probabilmente in larga parte, sovrapponibile a quella di Instagram: ne sconsigliano, allo stato attuale delle cose, per le realtà solo nazionale, il presidio.

Le piattaforme social, in forte crescita anche a livello internazionale, sono sempre più posizionate nell’area di shopping e benessere e sin qui colpevolmente trascurata dalla stragrande maggioranza dei brand, degli enti e delle organizzazioni del nostro Paese.

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