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L’utilizzo delle app di instant messaging a gennaio 2019

È di questi giorni l’annuncio di Mark Zuckerberg di una stretta alla privacy. Operazione, per così dire, che cerca di mettere un freno al grave problema reputazionale del social network più popoloso del pianeta.

Secondo quanto annunciato da Zuckerberg, il nuovo corso della piattaforma social sarà imperniato sulle interazioni private. In particolare il fondatore di Facebook ha affermato che «Negli ultimi 15 anni, Facebook e Instagram hanno aiutato le persone a connettersi con amici, comunità e interessi nell’equivalente digitale di una piazza. Ma la gente vuole sempre più collegarsi privatamente nell’equivalente digitale del salotto». Proseguendo, «Oggi vediamo già che la messaggistica privata, le storie effimere e i piccoli gruppi sono di gran lunga le aree in più rapida crescita della comunicazione online. Ci sono una serie di ragioni per questo. Molte persone preferiscono l’intimità di comunicare uno contro uno o con pochi amici. Le persone sono più caute nell’avere una registrazione permanente di ciò che hanno condiviso».

Insomma, Zuckerberg, in buona sostanza, non fa altro che prendere atto del trend in atto da tempo, come testimoniavano del resto i dati di un rapporto diffuso nel autunno 2018 proprio da Facebook. La conferma di come le conversazioni siano sempre più ristrette, private, sempre più spesso attraverso le app di messaggistica istantanea.

Quali sono le app di messaggistica istantanea più utilizzate nel mondo?

A dare una risposta al quesito arriva la desk research di SimilarWeb che fornisce uno spaccato della situazione globale a livello mondiale, aggiornata a fine 2018. Ebbene, sono proprio le applicazioni di instant messaging di Facebook a dominare la scena. Infatti, al primo posto troviamo WhatsApp leader in 112 Paesi, app di messaggistica più utilizzata in 112 nazioni del Mondo, Italia compresa.

Segue un’altra applicazione di Facebook: Messenger, che è l’app più utilizzata in altre 57 nazioni, portando così Facebook al [pre]dominio assoluto mondiale con un totale di 169 Paesi in cui un’app di proprietà di Facebook è leader assoluto.

In terza posizione troviamo Viber, che risulta essere la più diffusa in 11 Paesi, tutti concentrati nell’Est-Europa, seguita da LINE, WeChat, e KakaoTalk, ciascuna elencata come la app di messaggistica più diffusa, maggiormente utilizzata in 3 o meno Paesi.

Naturalmente, poiché alcune di queste sono utilizzate in un numero relativamente ristretto di nazioni che però hanno una grande popolazione, com’è il caso, una per tutti, di WeChat, non necessariamente il numero di nazioni coincide con il numero di coloro che utilizzano questa o quell’altra applicazione.

Su una stima, a fine 2018, di oltre due miliardi di persone nel Mondo che utilizzano una app di messaggistica istantanea, dietro WhatsApp e Messenger troviamo proprio WeChat con oltre un miliardo di utenti unici mensili, mentre per contro Viber, che, come abbiamo visto, è leader in un maggior numero di nazioni conta “solamente” 260 milioni di utenti unici mensili, come mostra l’infografica sottostante.

Evoluzioni che, a prescindere da quale sia l’app maggiormente utilizzata, e da quanti venga usata, fanno sorgere spontanea la domanda se tale spostamento a conversazioni private, o comunque in gruppi più ristretti, abbia un impatto sul social media marketing, come pare che sia, e quale potrà essere l’impatto su tutta l’area del social media monitoring/listening, elemento fondamentale di una corretta presenza sui social da parte dei brand, delle imprese, ma non solo.

 

Ancora una volta, l’unica risposta è che non resta che sperimentare e trovare nuove modalità di relazione, senza affidarsi ai “chatbot” possibilmente, e di analisi. Noi marketer non avremo di che annoiarci, questo è certo.

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