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Digital adv, investimenti in crescita nei prossimi cinque anni

di Pier Luca Santoro

Nel 2020, rivela uno studio Statista – portale di data journalism – il search advertising sarà superato dalla pubblicità sui social media. Resistono gli investimenti in banner, mentre non decollano i video ads. Nel report “Digital Economy Compass 2019” ci sono ben 230 tavole di dati aggiornati sul digitale, dall’intelligenza artificiale al FinTech, passando per eCommerce e la “data economy”.

Al suo interno sono contenuti anche i dati su digital media e digital advertising, aree sulle quali abbiamo deciso di concentrarci.

Una quota rilevante, ma tutto sommato relativamente modesta, di persone, si dichiara disponibile all’uso dei propri dati personali per avere in cambio annunci pubblicitari personalizzati sui propri interessi. Si va dal 38% dei cinesi al 9% dei giapponesi, passando per il 21% degli spagnoli, e il 19% di francesi e tedeschi. Gli italiani che dichiarano disponibilità in tal senso sono il 34%.

Abbastanza simili, anche se con qualche variazione, i dati relativi a coloro che si dichiarano disponibili a condividere i propri dati personali in cambio di una ricompensa, o comunque di un beneficio tangibile. Restano i cinesi al top, con il 38%, e i giapponesi ultimi, con l’8%. In questo caso la quota di italiani si attesta al 28%.

Come emergeva anche dal “Global Entertainment & Media Outlook 2019–2023” di PwC, recentemente pubblicato, uno dei segmenti più dinamici è quello dei videogames da smartphone, che rappresenta anche il settore che genera maggiori ricavi tra i digital media, arrivando a pesare due terzi [66.1%] del totale ricavi dei diversi medium digitali.

Se a fine 2017 il digital advertising aveva già sorpassato a livello mondiale gli investimenti pubblicitari televisivi la corsa non si arresta, ma sono interessanti le dinamiche al suo interno.

Complessivamente si passa da 290.8 miliardi di dollari del 2018 ad una stima di chiusura per il 2019 a 331.5 miliardi, pari ad una crescita del 14% rispetto al 2018, con una previsione di crescita sino ai 489.7 miliardi nel 2023 [+68.4% vs 2018].

Secondo le stime a partire dal 2020 non sarà più il SEM il segmento principale, che verrà scavalcato dal social media advertising. Meno rilevante di quanto ci si potesse attendere, seppur con un peso attorno al 10% del totale investimenti pubblicitari digital, la crescita del video advertising, il cui valore resta, anche in previsione, inferiore ai banner “tradizionali”. Risulta evidente come la difficoltà di mirare con buona approssimazione, o con precisione, a chi ci si rivolge sia un forte ostacolo alla crescita degli investimenti in video ads, mentre, appunto, è il punto di forza dei social media ads.

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