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Quale sarà il nostro futuro? Capitolo 1: la politica

di Tommaso Moretti

Negli ultimi due decenni, il mondo ha vissuto un periodo di grandi cambiamenti in ambito politico, sociale, economico e ambientale. Ognuna di queste aree è stata influenzata dallo sviluppo esponenziale della tecnologia.

Intelligenza artificiale? Riscaldamento globale? Post verità? Miliardi di persone sul pianeta hanno a stento avuto modo di comprendere questo cambiamento. La storia purtroppo non è equa e non è giusta; non fa nemmeno sconti. Se non si partecipa alla discussione sul futuro del mondo, altri decideranno per voi.

È quindi il momento di provare ad affrontare, o almeno conoscere, la confluenza dei trend che stanno ridefinendo il contesto globale. L’innovazione tecnologica può offrire opportunità inedite per affrontare problemi mondiali come la povertà, la scarsità di risorse naturali, l’accesso ai servizi sanitari e all’istruzione, ma ha anche creato complessità, disordine e incertezza che oggi sono la nuova normalità.

Voglio provare a raccontare (per quello che ne ho intuito) le caratteristiche del futuro per fornire una migliore comprensione delle tendenze mondiali e delle loro implicazioni.

In un mondo alluvionato da informazioni irrilevanti, la lucidità è potere (Yuval Noah Harari)

Per la prima volta da diversi secoli l’equilibrio del potere mondiale si sta spostando da Occidente a Oriente con un conseguente profondo cambiamento nel contesto della sicurezza internazionale. Inoltre, il potere, per tanto tempo centralizzato nelle mani degli stati, si sta diffondendo dai governi ad attori non statali in tutto il mondo. Tutto ciò ha portato a shock strategici con conseguente aumento dell’instabilità nell’ordine mondiale post-Guerra Fredda. Tutto ciò ha contribuito a un maggiore malcontento pubblico e all’aumento dei problemi di stabilità nei governi democratici.

1. La ridistribuzione del potere economico e militare, in particolare verso l’Asia, continua a contribuire al relativo declino dell’Occidente. Il predominio dell’Occidente (Usa, Ue e Nato) sarà probabilmente sempre più incalzato da potenze emergenti o risorte dalle proprie ceneri.

2. Governi nazionali e istituzioni internazionali saranno sempre più influenzati da attori non statali, benigni e maligni. Appesantiti dai debiti, gli stati non garantiranno più i livelli di welfare della seconda metà del XX secolo. Grandi corporation e nuove start up colmeranno spazi un tempo di esclusiva competenza statale, mentre le mafie insidieranno sempre più l’amministrazione pubblica e le istituzioni, in alcuni casi sostituendosi di fatto al sistema statale.

3. Le politiche espansive e la competizione tra le maggiori potenze potrebbero intensificarsi, aumentando la probabilità di scontri e conflitti in futuro. Il mondo anziché privarsi degli eserciti, necessita di un maggiore impegno per la difesa collettiva. Servono maggiori investimenti nella difesa, nell’ammodernamento delle forze armate e nella capacità di fronteggiare minacce cyber.

4. Istituzioni alternative di governo globale, sostenute da potenze emergenti e in ripresa, rischiano di sfidare l’organizzazione internazionale. Scandali e corruzione potrebbero portare alla nascita di organizzazioni internazionali alternative su scala continentale, indebolendo quindi la capacità di affrontare i problemi su scala planetaria.

5. Il malcontento pubblico ha già contributo a una crescente polarizzazione tra gruppi politici e sociali, erodendo ulteriormente la fiducia nei governi e nelle istituzioni tradizionali. Coesione sociale e nazionale saranno a rischio in un sempre maggiore numero di stati.

(continua…)

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