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Generazione Z, chi sono e come ragionano i nativi all digital

di Pier Luca Santoro

Ultima arrivata in ordine di tempo, la Generazione Z è stata definita come la generazione dei Centennials. Si tratta dei nati dal 1995 al 2010 che si comportano in modo simile ai loro predecessori un po’ più vecchi (Millennials), pur essendo ancora più mobile-centric e orientati al digitale. Tuttavia, andando oltre queste generalizzazioni ampiamente accettate, in che modo i giovani adulti di oggi pensano e si comportano veramente? Quali sono le differenze che li rendono unici, anche dai Millennials? Quali sono le tendenze e le problematiche principali che tutti noi abbiamo bisogno di conoscere al di là del regno del digitale e del sociale? E, se prendiamo una prospettiva veramente globale, in che modo la Gen Z si differenzia in tutte le regioni del mondo?

Per celebrare l’anno in cui Gen Z diventerà la più grande generazione in tutto il mondo, Snap Inc. ha collaborato con GlobalWebIndex per comprendere la Gen Z a un livello globale più profondo. I dati sono frutto della ricerca Core di GlobalWebIndex su un campione di quasi 79.000 persone di 16-22 anni in 45 nazioni, Italia inclusa.

Gen Z è la prima generazione a essere considerata vera nativa digitale, nata in un mondo high-tech con Internet come parte integrante del suo quotidiano. Per questa coorte, gli smartphone hanno un ruolo centrale con una penetrazione del 97%, a livello globale. Più di qualsiasi altra generazione, Gen Z afferma che il mobile è il dispositivo più importante per arrivare online [78%]. Entro la fine del 2018, Gen Z ha trascorso in media 4 ore e 15 minuti al giorno con il cellulare: la più lunga di tutte le generazioni.

Osservando le loro auto-percezioni, possiamo vedere che il 74% di Gen Z afferma di voler sempre cercare di ottenere di più nella vita (73% per i Millennials). Un altro 72% di entrambi, sia Gen Z che Millennials, ama sfidare e spingersi a ottenere il meglio nella vita. Inoltre, il 65% di entrambi i cluster afferma di essere molto orientato alla carriera. Questi pubblici sono entrambi chiaramente ambiziosi e disposti a sfidare sé stessi. In generale, entrambi mostrano maggiore entusiasmo per l’imprenditorialità rispetto alle generazioni precedenti.

I dati rivelano poi che Gen Z è il gruppo più disilluso quando si tratta di temi ambientali e riguardo al futuro dell’ambiente nega con maggiore probabilità di sentirsi positivo (27%) rispetto a tutte le altre generazioni. I tassi di disaccordo variano notevolmente per regione, salendo al 47% in Europa e al 46% in Nord America, rispetto a solo il 20% in APAC. Ciò può essere dovuto al fatto che le notizie sulle crisi ambientali sono state amplificate negli ultimi anni in queste aree geografiche. Questo si traduce in una elevata propensione ad acquistare prodotti “eco-friendly”, anche tale tendenza appare lievemente maggiore per i Millennials.

Musica e film sono naturalmente al top dei loro interessi ma anche in gaming e tecnologia. Scarso interesse invece verso le questioni locali e gioco d’azzardo. Per quanto riguarda specificatamente la tecnologia, si rileva una maggior consapevolezza, e dunque più criticità, verso gli eccessi che ne possono derivare, come mostra la tabella di sintesi dei risultati sotto riportata.

Nonostante questo lo smartphone ha assoluta centralità nella vita della Gen Z. Le attività maggiormente svolte sono l’uso dei social, prima in assoluto, l’uso di app di messaggistica istantanea e la visione di video, ma anche la ricerca di brand/prodotti e visitare siti di ecommerce.

Appare marcata l’attenzione alla privacy, con il 60% degli intervistati che afferma di utilizzare la navigazione in Rete in maniera “privata”, e l’uso di app di ad-blocking sia per l’irrilevanza degli annunci pubblicitari che per la loro invasività.

Il report è una guida preziosa per marketer e comunicatori per comprendere le motivazioni di fondo di questa generazione, e fornire loro risposte adeguate.

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