NewsReportSocial

Cosa vuoi fare da grande? L’influencer

di Giulia Vittoria Francomacaro

ONIM – Osservatorio Nazionale Influencer Marketing – dedica il suo nuovo report all’analisi delle caratteristiche e del modus operandi degli influencer.

Una delle domande più frequenti che riguardano queste giovani e sovraesposte entità è quale sia precisamente il loro ruolo.

«In farmacia, la dottoressa saluta una cliente amica; esce dal bancone per dare un bacino alla sua bambina (tipo sette anni), le chiede che classe fa, cosa vuol fare da grande e quella risponde (lo giuro): “L’influencer”». Da questa citazione di Diego De Silva, scrittore e giornalista napoletano, si evince quanto tale figura sia importante nella società contemporanea. I creator sono diventati veri e propri modelli di riferimento per tutti gli abitanti del mondo social. I settori in cui la loro voce si fa sentire con più preponderanza sono: il fashion (20,3%), il lifestyle (19,2%) e il travel (15,2%).

Per quanto riguarda le piattaforme, invece, il canale preferito dell’Influencer Marketing si conferma Instagram con il 53,2% di persone attive, seguito da Facebook (18.5%) e dai blog che raggiungono il 9,2%.

A questo punto, viene spontaneo chiedersi: quali sono le pubblicazioni che occupano questi spazi?

I contenuti visuali sono senza dubbio quelli che riscuotono maggior successo e le immagini lo strumento più usato (il 66 % dichiara di pubblicarne con frequenza). Anche i video, spesso incanalati nella sezione stories, godono di buona riuscita con una percentuale del 35%. La creazione di contenuti per i brand rimane la forma di collaborazione più apprezzata dai creator, ma una maggiore stabilità economica si verifica principalmente con i progetti di ambassadoring.

Il mercato italiano degli influencer, infatti, non è così remunerativo come potrebbe sembrare. Le personalità che riescono a vivere delle loro pubblicazioni sono davvero poche, in una maggioranza dell’ 83% che, invece, non riesce a mantenersi con quest’attività.

Tirando le somme di questo breve percorso, tematicamente vicino agli altrettanto brevi tempi d’influenzabilità social, la conclusione è che sì, l’Influencer è una figura cui riconosciamo anche dei connotati professionali, a una condizione però… quella che alla bambina di De Silva, la dottoressa risponda con un consiglio di Raffaele Gaito, Imprenditore digitale: «Vuoi essere un buon influencer? Segui la regola delle 3 C. Non si può avere Credibilità senza essere Coerenti ed è difficile essere Coerenti senza possedere Competenza».

Vuoi saperne di più?

Possiamo aiutare il tuo brand a comunicare le storie più rilevanti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post comment