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Come è cambiato lo shopping al tempo di internet?

di Pier Luca Santoro

Secondo una ricerca Netcomm gli acquisti online sono influenzati da e-mail, sms e notifiche via app, anche se il ruolo del negozio fisico si conferma fondamentale. Il web ha stravolto l’esperienza d’acquisto: individuati otto nuovi consumatori tipo. La ricerca è stata presentata per la prima volta durante la quattordicesima edizione del Netcomm Forum, il 29 maggio, presso MiCo, a Milano.

E-mail, sms e notifiche via app rappresentano lo strumento più efficace per raggiungere il cliente e fargli fare il primo passo nel processo d’acquisto: il 27% degli acquisti online sono diretta conseguenza di questo strumento di marketing.

Il punto vendita fisico mantiene la sua efficacia: la visita in negozio è decisiva per il 18,4% degli acquisti. Seguono i consigli e il passaparola [16.4%], mentre la pubblicità si attesta al quarto posto, generando l’11% degli acquisti.

Il ruolo del negozio fisico si conferma fondamentale nel processo decisionale del consumatore, anche per quanto riguarda i beni e i servizi acquistati online; in particolare il passaggio in store o in filiale prima o dopo l’acquisto online è più frequente nel caso di acquisti e prodotti bancari [42.5%], food [35%] e abbigliamento [31.7%] mentre risulta più limitato in caso di viaggi [17.2%] e assicurazioni [18%]. Tale comportamento potrebbe essere ricondotto al fatto che viaggi e assicurazioni rappresentano due tra i primi settori sviluppatisi sul canale e-commerce, quindi la presenza di un fattore di storicità, e dove altresì la penetrazione delle vendite online sul totale retail risultano tra le più elevate.

Questa la classifica dei touchpoint più rilevanti nelle decisioni di acquisto e dei trigger [vale a dire gli eventi di attivazione dell’acquisto] che hanno convinto il consumatore ad acquistare, stilata dalla ricerca di Netcomm in collaborazione con Diennea, che ha indagato l’attitudine comportamentale nei processi di acquisto del consumatore, sia online che offline, riposizionando tali comportamenti rispetto al customer journey.

L’analisi di Netcomm in collaborazione con Diennea mette, inoltre, in evidenza quali sono gli strumenti più utilizzati dai clienti per ottenere maggiori informazioni sul prodotto, dopo essere stati raggiunti dai primi strumenti di direct marketing.

Sono tutti online i primi tre touchpoint più utilizzati dai consumatori: al primo posto i motori di ricerca [19%], seguono il sito del brand stesso [17.3%] e i siti di comparatori di prezzi [17.1%].

Dall’analisi emerge come il customer journey degli acquisti online sia mediamente più articolato rispetto al percorso di acquisto che viene sviluppato per il canale offline, se rapportato alle stesse categorie merceologiche. Prima di procedere con un acquisto online, infatti, i consumatori attivano in media 1.6 touchpoint, un numero che per gli acquisti offline si attesta intorno allo 0,9. Si tratta di un dato particolarmente rilevante per i retailer, che devono tenere in considerazione l’importanza dei canali che controllano, dai siti web, ai canali social, ai blog e i forum, tutti canali strategici per entrare in contatto con il consumatore digitale.

Sulla base di tre dimensioni del comportamento di acquisto, ossia i touchpoint utilizzati, i trigger e il canale con cui si è finalizzato l’acquisto (online/offline), sono stati individuati 8 cluster differenti di consumatore:

  1. One stop shop [39.2%]: per questo profilo di consumatore, l’acquisto online è la risposta a un bisogno e non è preceduto da un percorso di orientamento, né offline, né online.
  2. Don Chisciotte [13.1%]: ha un percorso di orientamento articolato e prevalentemente online, molto influenzato dagli altri utenti e dalle recensioni.
  3. Online, no grazie [12.8%]: sono quelli che acquistano solo in negozio, mai online. L’acquisto non è quasi mai preceduto da un processo di orientamento e informazione ed è “immune” a stimoli push.
  4. Da influencer a influenceable [9.5%]: per questo tipo di consumatore, sia l’acquisto, sia il processo di orientamento avviene prevalentemente tramite canali offline e media tradizionali, ed è molto attento al parere degli “esperti”.
  5. I stick to the offline [7.7%] sono quelli che utilizzano con disinvoltura i touchpoint digitali per orientarsi nei loro acquisti offline.
  6. Social first [7.7%]: il percorso di acquisto di questi utenti, sensibili ai trigger online e offline, è particolarmente influenzato dalle recensioni e dalle opinioni di amici e influencer.
  7. Online, but I need to see it [6.7%]: la customer journey di questi utenti avviene prevalentemente offline, anche se i social fanno eccezione. Sono sensibili ai trigger, ma prima dell’acquisto online necessitano di vedere fisicamente il prodotto in negozio.
  8. Informivori [3.1%]: sono i consumatori molto sensibili ai trigger, il cui percorso di orientamento è molto articolato e prevede l’attivazione di tutti i touchpoint possibili sia online che offline.

Dalla ricerca emerge, infine, che l’80% degli utenti online, prima di procedere all’acquisto, ha seguito un percorso completo di customer journey informandosi, documentandosi e facendo delle comparazioni prima di comprare. Le aziende devono perciò sviluppare una strategia di accompagnamento del consumatore nel suo percorso di acquisto, in cui la personalizzazione della relazione sta diventando una delle chiavi per il successo delle proprie azioni di marketing.

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