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Vinitaly 2019, sui social c’è poco da brindare

di Pier Luca Santoro

Secondo l’indagine annuale sul settore vinicolo condotta dall’ufficio studi di Mediobanca, pubblicata ad inizio di aprile, il fatturato del comparto nel 2018 è in aumento del 7.5% sul 2017 grazie alle vendite domestiche [+9,9%], ma anche al buon contributo di quelle estere [+5-3%].

Si tratta di un risultato che contrasta con il calo dell’intera manifattura [-7.2%] e dell’industria alimentare [-4-6%]. Il 2018 si prospetta per il vino come il secondo anno a crescita più rilevante dal 2013; esso consente alle vendite del settore di superare del 27.1% i livelli del 2013, all’export del 31,9% e al fatturato domestico del 22.4%, lungo un trend di crescita ininterrotta.

Per quanto riguarda le aspettative per il 2019, nell’insieme permane un’intonazione positiva, ma improntata a grande prudenza e senza gli exploit del 2018. Le attese per l’export ricalcano la stessa prospettiva, ma con maggiore vivacità. Una tendenza decisamente migliore tra i produttori di spumanti dove si riscontra maggiore ottimismo.

Gli investimenti pubblicitari nel 2018 del settore sono aumentati dello 0.6%, molto meno della spesa pubblicitaria nazionale (+2%, in diminuzione dello 0,2% escludendo il canale web).

Tendenza a comunicare poco, e male, quella del settore vinicolo che emergeva chiaramente sia dalle parole di Matteo Lunelli, vicepresidente di Altagamma, ma prima ancora presidente e A.D. delle Cantine Ferrari, che ha spiegato come «Abbiamo fin troppe cose da raccontare, è una grande ricchezza. Certo dobbiamo diventare più bravi nell’utilizzo degli strumenti digitali che stanno diventando sempre più canali centrali. La passione, e le vendite, scorrono attraverso il web e l’Italia è ancora fanalino di coda», che dai risultati sui social per l’edizione 2018 di Vinitaly.

Ebbene, abbiamo voluto analizzare nuovamente la questione prendendo in esame le citazioni sui social, e più in generale online, di Vinitaly in riferimento all’edizione 2019 della manifestazione fieristica.

Dalla nostra elaborazione emerge un vero e proprio crollo con circa 7.300 citazioni nella settimana tra il 5 ed il 10 Aprile 2019 rispetto alle 27mila dell’edizione 2018, come mostra l’infografica sottostante.

In particolare, appare chiaro come Una grande occasione di contattare ed entrare in relazione con i consumatori di vino di tutto il mondo si andata ampiamente sprecata, non solo per il ridotto numero di citazioni e di persone coinvolte, di coloro che hanno interagito (like / condivisioni / commenti) con i contenuti relativi a Vinitaly 2019. Infatti le 7.317 citazioni, da parte di 3.454 autori unici, hanno coinvolto, nei termini definiti, solamente 19.502 persone, con una portata teorica, una “opportunity to be seen” di 77.7 milioni di impression, per una reach effettiva stimata di 2.3 milioni di impression.

Dati che se già di per se stessi danno una dimensione dell’approssimazione, diciamo, della comunicazione social/digital, sono ancor più negativi, se possibile, dai dati di engagement dei principali influencer che, nonostante tra questi compaiano politici di rilevanza nazionale, agenzie stampa, e, naturalmente, la fanpage della manifestazione, che conta 160mila fan, sono estremamente risicati, per usare un eufemismo.

Ed ancora, anche la geolocalizzazione delle mention mostra una forte concentrazione sul territorio nazionale e della lingua italiana, a fronte di 125.000 presenze da 145 Paesi nei giorni dell’evento fieristico. Per confronto basti vedere invece i risultati del Festival Internazionale del giornalismo che si è svolto, più o meno, nello stesso periodo.

Insomma, il flop su social di Vinitaly 2019 è, ahinoi, la concreta evidenza di un comparto che per quanto riguarda la comunicazione digital e social è ancora alla preistoria.

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